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Il sole mi lecca la faccia
dietro il vetro della finestra,
afferro il sesso duro
con entrambe le mani,
sotto la pelle dei pantaloni:
sento bisogno di rinominare
tutti i nomi e tutto quanto
attraversa carne e testa;
sento millenni d'ostinazione
per battezzare il mondo di cose
visibili ed invisibili
che si disfano nella sete d'oblio,
in una carezza capace
di cancellare la febbre
che invochiamo vita.
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