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Ti chiedo di parlarmi del tuo piacere:
con volti innumerevoli mi guardi,
come a domanda di furioso
entomologo e amante,
come protofilosofo sepolto
con occhi astronomici,
come voce di stella che brucia,
come ricordo d'angelo bambino,
come bocca straniera che balbetta.
Ti dico: parla durante il piacere,
parla vento e corpo e mare,
onde senza destino continua
a parlare; ti dico: fai rima
col mio danzare, spegni
voce dei giorni umana,
voce mondana chiavica
menzogna, misero mezzo
di misero comunicare.
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