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una fornace stellare
un vuoto che consuma
questo bisogno d'un corpo
da stringere che ti stringa
di una bocca assetata
impegnata a spillare
le acque del tuo mare
contatto carezza di mani
odori fiati e silenzio
senza controllo di parole
soltanto musica e labbra
la notte oscena che ruota
la luce che lecca il risveglio
inavvertito ritorno delle ore
mi escono queste frasi
dalla carne stropicciata
un'ora di sonno sfinito
mentre la cicala continua
a ripetere la mia demenza
tutto quello che mi manca
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